Commedia Dantis Alighieri

Inferno, Canto Primo

Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita.

Dante

Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,

là dove terminava quella valle

che m’avea di paura il cor compunto,

guardai in alto e vidi le sue spalle

vestite già de’ raggi del pianeta

che mena dritto altrui per ogne calle.

E come quei che con lena affannata,

uscito fuor del pelago a la riva,

si volge a l’acqua perigliosae guata,

cosí l’animo mio, ch’ancor fuggiva,

si volse a retro a rimirar lo passo

che non lasciò già mai persona viva.

Mentre ch’i’ rovinava in basso loco,

dinanzi a li ochi mi si fu offerto

chi per lungo silenzio parea fioco.

Canto II

e poi che mosso fue,

intrai per lo cammino alto e silvestro.

facevano un tumulto, il qual s’aggira

sempre in quell’ aura senza tempo tinta,

come la rena quando turbo spira.

Finito questo, la buia campagna

tremò sí forte, che de lo spavento

la mente di sudore ancor mi bagna.

La terra lagrimosa diede vento,

che balenò una luce vermiglia

la qual mi vinse ciascun sentimento;

Canto III

e caddi come l’uom cui sonno piglia.

Inferno, Canto IV.
Dante, Inferno, Canto IV. Oscura e profonda era e nebulosa tanto che, per ficcar lo viso a fundo, io non vi discernea alcuna cosa.
Commedia, Canto IV.
Dante, Inferno IV. Non era lunga ancor la nostra via di qua dal sonno, quand’io vidi un foco ch’emisperio di tenebre vinci.